Il 68° Congresso Federpol a Genova: Un Crocevia tra Innovazione Digitale e Centralità Umana nell’Investigazione Privata
Genova – L’Auditorium dell’Acquario di Genova ha ospitato il 68° Congresso Nazionale di Federpol, la principale federazione di investigazione privata in Italia che ad oggi conta più di 1.300 associati. L’evento molto atteso ha rappresentato un momento cruciale di confronto e riflessione sui temi più attuali che stanno ridefinendo la professione: privacy, cybersicurezza e intelligenza artificiale. La partecipazione qualificata dei vertici nazionali di Federpol, autorità civili e militari, esperti del settore e accademici ha reso questa edizione un punto di riferimento per guardare al futuro delle investigazioni private in un’epoca di profonda trasformazione digitale.
Il congresso, non è stato solo un appuntamento formale, ma una riaffermazione dei principi fondamentali che governano e guidano Federpol: il valore delle persone, le relazioni tra di esse e una visione condivisa per affrontare un mondo che cambia velocemente. La scelta di Genova, per la prima volta nei 68 anni di storia della Federazione, città natale del Vicepresidente Valerio Bottino visibilmente commosso ed orgoglioso per aver proposto e cooperato alla realizzazione dell’evento nel capoluogo ligure, ha sottolineato la volontà di continuare ad esplorare nuove sedi e format del Congresso al fine di renderlo maggiormente dinamico ed attrattivo. L’evento ha segnato anche un’evoluzione nella comunicazione, con la trasmissione in diretta sul canale Instagram di Federpol, al fine di raggiungere un pubblico più vasto, giovane e digitalizzato, affiancando la ormai consolidata diretta streaming sul canale ufficiale YouTube.
Un annuncio tanto atteso da tempo ha caratterizzato questa edizione 2025: il Ministero dell’Interno ha dichiarato massima disponibilità per la creazione di una banca dati degli autorizzati. Indubbiamente questa apertura del Ministero è e rimarrà una conquista strategica per la categoria, fondamentale per contrastare chi si improvvisa investigatore, per l’abusivismo e soprattutto per garantire trasparenza ai cittadini che cercano servizi investigativi.
Il messaggio centrale, cuore degli interventi di tutti i relatori è chiaro: la tecnologia è una risorsa preziosa, ma deve essere gestita con competenza e senso critico. L’intelligenza artificiale, pur destinata a cambiare profondamente il settore, non può e non deve sostituire la centralità della professione, dell’uomo che con applicazione ed esperienza, nel rispetto delle regole opera sul campo. Come ha sottolineato il Presidente Nazionale di Federpol, Luciano Tommaso Ponzi, l’AI deve “convivere” con la professione, ma non deve generarla, indirizzarla e governarla. La scelta, dell’uomo professionista, l’esperienza, l’etica e la responsabilità sono qualità non replicabili da nessun algoritmo. La vera sfida per gli investigatori privati e gli operatori della sicurezza è usare questi strumenti con massima consapevolezza, senza delegare alla tecnologia o peggio esserne sopraffatti.
La cybersicurezza è divenuto oggi un tema che non è solo di esclusiva del settore tecnico, ma giuridico, sociale e soprattutto culturale, che richiede un approccio integrato tra il mondo investigativo, giuridico e tecnologico. La rapida evoluzione tecnologica spesso supera la capacità normativa e operativa di governarla, rendendo il ruolo degli investigatori, dei professionisti della sicurezza e della politica una frontiera avanzata nella difesa della legalità.
Highlights in video del 68° Congresso Federpol a Genova
Gli interventi che hanno animato il dibattito congressuale:
L’Intelligenza Artificiale tra Rischi e Opportunità: La Visione di Marco Camisani Calzolari

Il divulgatore scientifico, esperto per il Dipartimento trasf. Digitale e dell’ACN, Professore Marco Camisani Calzolari, guest star del 68° congresso Federpol, ha saputo spiegare con chiarezza i rischi e le opportunità legate all’uso dell’IA. Nel suo intervento tanto atteso e molto seguito dai partecipanti in sala e da quelli online, ha evidenziato come il mondo digitale permei ogni aspetto della vita e del lavoro, rendendoci molto vulnerabili a chi opera per sottrarci parti importanti della nostra vita digitale. Ha sottolineato un “bug umano”: la scarsa consapevolezza dell’importanza dei dati digitali rispetto ai beni fisici.
Il prof. Camisani Calzolari ha illustrato come l’Intelligenza Artificiale processi enormi quantità di dati, spesso raccolti senza controllo di privacy dai grandi player del settore, evidenziando inoltre la velocità del suo sviluppo. L’IA non è solo uno strumento sullo schermo, ma sta evolvendo verso forme antropomorfe capaci di interagire fisicamente. Ha descritto l’IA come uno strumento che amplifica la nostra potenza, permettendoci di fare in pochi secondi operazioni complesse, ma ha anche lanciato un monito sui rischi futuri, come il furto non solo di identità ma anche di pensieri, e la necessità di interfacce cerebrali per mantenere la competitività professionale.
Ha riconosciuto gli sforzi normativi, come l’AI Act europe, ma ha anche evidenziato la difficoltà di regolamentare un mondo interconnesso dove l’origine dei dati e degli strumenti è spesso difficile da riconoscere. Ha quindi enfatizzato l’importanza dell’etica, un tema cruciale per gli investigatori privati e gli operatori della sicurezza, che devono operare con forti limiti nel rispetto della legalità, distinguendosi da chi compie crimini informatici.
Privacy e Investigazioni: Il Dialogo Necessario con Guido Scorza
L’Avvocato Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali e sempre presente ai Congressi Federpol, anche quest’anno ha partecipato al congresso per confermare la volontà dell’Autorità di mantenere un dialogo aperto e franco con Federpol. Ha sottolineato che, in un mondo in rapido cambiamento, diritti e libertà devono fare unire le forze, evitando di porsi come nemici. Questo principio è particolarmente rilevante nel bilanciamento tra il diritto alla privacy e i diritti tutelati dall’attività investigativa privata.
Scorza ha riconosciuto che la normativa sulla privacy, in alcuni contesti, ha reso più complessa l’attività investigativa ed ha aperto alla possibilità di lavorare insieme a Federpol per rappresentare al legislatore europeo l’esigenza di modifiche normative, come un’autorizzazione a posticipare l’informativa quando fornirla prima renderebbe inattuabile l’indagine che mira a garantire l’esercizio di diritti.
Riguardo all’Intelligenza Artificiale, il componente al Garante della Privacy, l’ha definita una risorsa straordinaria, ma paragonandola ad un monopattino elettrico in una città molto trafficata: strumento utile solo se si impara a usarlo con competenza e consapevolezza.
Le Forze dell’Ordine e la Cybersicurezza: Collaborazione Essenziale
Diversi rappresentanti delle forze dell’ordine hanno partecipato, sottolineando l’importanza della collaborazione con gli investigatori privati e l’attenzione ai temi del congresso.
Questore di Genova, Silvia Burdese, portando i saluti del Capo della Polizia, ha evidenziato come la cybersecurity sia fondamentale per la protezione delle infrastrutture critiche e dei diritti dei cittadini. Ha illustrato il ruolo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, definita Polizia per la sicurezza cibernetica, specializzata nell’alta investigazione tecnologica, prevenzione e repressione dei crimini informatici come attacchi hacker, frodi e truffe. Ha allertato sull’incremento dei crimini online, testimoniato dall’aumento dei casi e dei profitti criminali. Questore ha definito l’Intelligenza Artificiale la più importante rivoluzione tecnologica dopo l’avvento della rete, una sfida che coinvolge tutti. Pur riconoscendo la sua capacità di processare enormi quantità di dati, ha rimarcato che l’AI non garantisce l’accuratezza e che non deve mai governare i processi decisionali. È l’uomo, il professionista che con competenza, intuito e capacità di contestualizzazione, deve essere in grado di guidare l’algoritmo. Per il settore investigativo privato, ciò significa professionisti che sappiano usare gli algoritmi con competenza nel pieno rispetto delle norme. I concetti chiave per affrontare questa sfida sono consapevolezza dei rischi, formazione continua, quindi competenza dei professionisti e sforzo tecnologico costante, il tutto nel rispetto fondamentale della privacy.
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Genova, Colonnello Alessandro Magro, ha confermato l’attenzione dell’Arma alla cybersicurezza e all’Intelligenza Artificiale, con investimenti in formazione e la creazione di sezioni cyber dedicate. Ha descritto l’esperienza quotidiana con l’incredibile aumento dei tentativi di furto di identità digitale e frodi informatiche, rese sofisticate da tecniche come lo spoofing (alterazione di voce, parole e volto). Ha ribadito l’importanza della consapevolezza, soprattutto per i cittadini più fragili, e del lavoro di squadra tra forze dell’ordine e privati. Ha parlato di “proiettili informatici”, sottolineando che la lotta al crimine digitale è il presente e il futuro dell’attività di contrasto.
Roberto Surlinelli, Direttore Tecnico Superiore della Polizia di Stato del COSC (Centro Operativo per la sicurezza cibernetica) della Polizia Postale in Liguria, ha elencato e dettagliato le competenze specifiche della Polizia Postale (protezione infrastrutture critiche, contrasto pedopornografia online, cyberterrorismo). Ha chiarito che molti reati informatici, come le truffe, non sono competenza solo della Polizia Postale, ma ormai vengono gestiti da tutti gli uffici di polizia. Ha sottolineato l’importanza per i cittadini di essere consapevoli di come si muovono sul web anche al fine di prevenire e di proteggersi. Ha inoltre descritto i quattro pilastri della cybersicurezza nazionale (cyber defense, cyber intelligence, ACN, forze di polizia) e l’importanza della cooperazione tra di essi, compresa l’ACN. Ha messo in guardia sull’importanza della volatilità delle fonti di prova digitali e la necessità di trattarle con la massima attenzione per non alterarle, rispettando le fasi della digital forensics (individuazione, acquisizione, analisi, reportistica) e garantendone la liceità e l’integrità.
Il Ruolo dell’Investigatore Privato nel Contesto Digitale e Giuridico
Diversi relatori hanno approfondito la figura e il ruolo dell’investigatore privato in questa nuova era che verrà sempre più caratterizzata dall’Intelligenza Artificiale.
L’Avvocato Stefano Bertollini del Consiglio Nazionale Forense e della Scuola Superiore dell’Avvocatura ha evidenziato la proficua collaborazione con Federpol per la formazione e l’aggiornamento professionale. Ha riconosciuto le sfide poste dal perimetro “labile” della sicurezza informatica e le limitazioni dell’AI, che definisce un “amplificatore” di informazioni umane più che una vera intelligenza. Ha valorizzato il supporto fondamentale che gli investigatori privati offrono all’avvocatura, alle imprese e alle istituzioni nel garantire maggiore sicurezza.
Bruno Mariani, Segretario Generale della Fesica Consal, ha sottolineato la collaborazione di lunga data con Federpol, culminata nella firma del primo CCNL. Ha inoltre sottolineato l’importanza di comprendere, regolare e indirizzare l’Intelligenza Artificiale, mettendola al servizio dell’etica, della professionalità e della tutela dei diritti, e la necessità di coniugare innovazione e dignità, futuro e giustizia, tecnologia e umanità.
Il dottore Ovidio Marzaioli del Movimento Consumatori APS ha annunciato la firma del protocollo d’intesa con Federpol, avvenuta di lì a poco, per sviluppare iniziative congiunte volte a garantire una maggiore tutela dei diritti dei consumatori. Ha riconosciuto nell’abusivismo investigativo un elemento fondamentale da contrastare e ha evidenziato l’importanza della privacy nell’era digitale, ponendo l’accento sulla tutela e l’autotutela del consumatore, temi che saranno al centro della collaborazione.
L’Avvocato Vittorio Lombardi di FEDERPRIVACY ha enfatizzato la sinergia necessaria tra il mondo investigativo e quello della privacy, nel fondamentale bilanciamento degli interessi. Ha richiamato l’importanza di un’ottica antropomorfica per contrastare le potenziali degenerazioni dell’Intelligenza Artificiale, paragonando i rischi a scenari distopici. Ha sostenuto la necessità di una compliance sinergica per evitare il “caos” digitale.
Claudio Verzola dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria (AISS) ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra sicurezza pubblica e privata e la necessità di un modello di collaborazione efficace. Ha lodato la sinergia tra AISS e Federpol nel raggiungere risultati concreti, come il riconoscimento di norme UNI per gli operatori Ausiliari alla sicurezza. Ha proposto un tavolo tecnico permanente, un osservatorio, percorsi formativi congiunti, campagne di sensibilizzazione e iniziative di contrasto all’abusivismo, dimostrando la volontà di unire le forze per il bene del settore.
L’ex Generale dell’Arma dei Carabinieri Luciano Garofono dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi, intevenuto in collegamento telematico al Congresso, ha evidenziato l’attualità del tema congressuale in relazione a problematiche come il cyberbullismo, la pedopornografia e l’uso investigativo dell’AI, che è uno strumento potente ma con potenzialità criminali. Ha augurato buon lavoro ai partecipanti, sottolineando l’importanza del confronto e della riflessione in questi settori cruciali.
Il Professor Ugo Terracciano dell’Associazione Italiana Criminologi per l’Investigazione e la Sicurezza ha ringraziato Federpol per il suo ruolo nella normazione della figura del criminologo (norma UNI). Ha constatato la cresciuta qualificazione professionale dell’investigatore privato e il suo crescente riconoscimento sociale, attribuendo questo successo ai rapporti istituzionali e alla formazione promossi da Federpol. Ha sottolineato la funzione sociale della professione investigativa: la ricerca della verità come strumento di mediazione dei conflitti e accelerazione della giustizia.
L’Avvocato Marco Martorana di Assodata e Gaia Nutini di ISDIFOG hanno presentato una partnership per la formazione continua, fondamentale in un’epoca di rapida evoluzione tecnologica e normativa, soprattutto in ambito cyber e AI. Hanno evidenziato come molti incidenti digitali derivino da errori umani, rendendo l’intervento preventivo e successivo degli investigatori cruciale. Hanno presentato una piattaforma ISDIFOG in partnership con Federpol per supportare gli associati nella redazione e validazione personalizzata della documentazione privacy necessaria, un passo concreto per essere compliance con le normative in evoluzione.
L’Avvocatessa Elena Bassoli, docente e presidente ANIF, ha approfondito i limiti legali all’uso di strumenti digitali e AI da parte degli investigatori privati. Ha analizzato le normative chiave: GDPR, la legge italiana sulla privacy e l’AI Act. Ha ribadito che l’investigatore è un titolare autonomo di trattamento dati e deve adempiere a una serie di obblighi documentali, in primis il registro del trattamento, che deve essere dettagliato e non generico. Ha spiegato la differenza fondamentale tra cancellazione e distruzione del dato, necessaria al termine del trattamento secondo principi come la minimizzazione. Ha discusso le basi giuridiche del trattamento dati per gli investigatori e l’importanza di rispettare le condotte ammesse, citando le linee guida specifiche del Garante per la categoria.
Innovazione, Formazione e Visione Futura
Il 68° congresso ha dedicato ampio spazio alla formazione continua come elemento imprescindibile per stare al passo con i tempi e le sfide tecnologiche. La certificazione universitaria dei percorsi formativi promossi da Federpol è stata evidenziata come garanzia di prestigio e professionalità.
Un momento importante, come ogni anno, è stata la premiazione delle migliori tesi di laurea, iniziativa voluta fortemente dai vertici di Federpol con la mission di avvicinare i giovani alla professione e a valorizzare l’approfondimento accademico sui temi cruciali per il settore. Anche quest’anno il Presidente del Comitato per la Formazione dottor Stefano Cimatti ha ribadito l’alto profilo degli elaborati presentati e l’impegno dei neolaureati.
Partnership strategiche, come quella con High Educational, sono state presentate per offrire agli associati nuove opportunità formative nel campo della safety e security, al fine di rispondere ad una carenza di operatori qualificati ed offrire agevolazioni esclusive per i soci Federpol.
Luciano Tommaso Ponzi: “A Genova Abbiamo scritto una pagina storica per Federpol”
Al termine della ricca giornata di lavori, il Presidente Luciano Tommaso Ponzi ha espresso grande soddisfazione per l’esito del congresso. “Il 68° congresso Federpol ha scritto un’altra pagina di storia importante per la più importante associazione di categoria degli investigatori privati” ha dichiarato. L’evento ha dimostrato la vitalità e la lungimiranza di Federpol nel porsi come punto di riferimento nazionale non solo per i propri associati, ma per l’intero ambiente della sicurezza e delle investigazioni private, promuovendo un dialogo costruttivo con le istituzioni, le forze dell’ordine, il mondo accademico e le altre associazioni di categoria.
Il messaggio è chiaro: il futuro dell’investigazione privata è indissolubilmente legato all’innovazione tecnologica, ma questa deve essere abbracciata con competenza critica, forte etica e nel pieno rispetto delle regole. La sfida è riuscire a governare la tecnologia, non esserne sopraffatti e governati, mantenendo sempre al centro la professionalità, l’esperienza, il discernimento e la responsabilità dell’investigatore privato, colonne portanti di una professione essenziale per la difesa dei diritti e la ricerca della verità in una società sempre più complessa e digitalizzata.
Video del 68° Congresso Federpol
Qui di seguito potrete vedere tutti gli interventi del 68° Congresso Federpol.



