Chi svolge l’attività di Investigatore Privato senza il requisito fondamentale della licenza in quale reati incorre?

L’art. 134 TULPS prevede che non si possa svolgere investigazioni, informazioni e ricerche senza licenza rilasciata dal Prefetto. La violazione a questa norma è di carattere penale ed il fondamento normativo del reato è stato individuato negli artt. 17 e 134 r.d. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS).
Al riguardo, giova richiamare le disposizioni in esame:
– l’art. 17 prevede: “Salvo quanto previsto dall’art. 17-bis, le violazioni alle disposizioni di questo testo unico, per le quali non è stabilita una pena od una sanzione amministrativa ovvero non provvede il codice penale, sono punite con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a C 206,00. Con le stesse pene sono punite, salvo quanto previsto dall’art. 17-bis, le contravvenzioni alle ordinanze emesse, in conformità alle leggi, dai prefetti, questori, ufficiali distaccati di pubblica sicurezza o sindaci”;
– l’art. 134, inserito nel Titolo IV rubricato “Delle guardie particolari e degli istituti di vigilanza e di investigazione privata”, prevede che “Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati”.
Le pene per chi contravviene all’art. 134 TULPS vengono stabilite dal successivo art. 140 TULPS che stabilisce che i contravventori alle disposizioni del Titolo IV del TULPS (dall’art.133 all’art.141) sono puniti con l’arresto fino a 2 anni e con ammenda da euro 206,00 a euro 619,00.

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