Fino a quando possono essere svolte investigazioni in un processo civile?

Spesso un potenziale cliente rivolgendosi ad un istituto di investigazione ha il dubbio che a seconda di dove si trova nell’iter processuale le investigazioni da lui richieste non siano più producibili. Per sgombrare il campo da ogni dubbio è fondamentale sapere che le prove possono essere presentate in qualsiasi fase, stato e grado di giudizio ed anche nel caso di richiesta di giudizio di revisione o preventivamente all’avvio di un procedimento penale.
Nell’ambito del processo civile è onere di chi invoca la protezione del diritto provare il fatto posto a fondamento della sua pretesa.
L’articolo 2697 del C.C. prevede che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
L’art. 115 del C.P.C. assicura il rispetto dei principi fondamentali della difesa e del contraddittorio, infatti il giudice deve porre a fondamento della propria decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero. Il giudice nella formazione del proprio libero convincimento deve utilizzare le prove raccolte le quali possono essere quindi esibite in ogni fase del procedimento se necessarie alla definizione della controversia.
Anche l’art. 345 C.P.C. riguardante il giudizio d’appello al comma 3 stabilisce che non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che la parte dimostri di non averli potuti produrre nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile.

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