COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO FEDERPOL – ASSOCIAZIONE ITALIANA SICUREZZA SUSSIDIARIA

Federpol e AISS: Difendiamo la Sicurezza Urbana, Senza Ambiguità

Nella giornata del 3 Giugno a Roma, Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza) e AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria), hanno firmato un importante protocollo di intesa nell’ambito della competenza della tutela della persona.

Mentre nelle città italiane cresce l’attenzione per la gestione degli spazi pubblici e la sicurezza dei cittadini, Federpol e AISS rimarcano con forza e con voce unitaria: “basta confusione nei ruoli”. La sicurezza urbana, in ausilio alle forze dell’ordine, per l’attività di supporto allo stato, richiede professionalità distinte, ruoli chiari e il rispetto profondo delle leggi esistenti. Nessuno spazio, quindi, a semplificazioni, scorciatoie o invasioni di campo.

Chiariamo che la sicurezza urbana non è, né può essere terreno di improvvisazione. In questo contesto, gli operatori della sicurezza sussidiaria come gli ASC, gli investigatori privati e la vigilanza, agiscono in supporto alle Forze dell’Ordine, mai in sostituzione. L’efficacia del sistema dipende dalla capacità di cooperare nel rispetto dei limiti normativi e delle competenze assegnate dalla legge.

Non basta una divisa per tutelare le persone

Il punto è semplice, ma spesso trascurato: non tutti gli operatori della sicurezza hanno le stesse competenze e prerogative.

  • Gli istituti di vigilanza privata operano nella protezione di beni, immobili e valori.
  • La tutela della persona, specie nei contesti a rischio come la movida, è competenza degli Addetti ai Servizi di Controllo (ASC), formati e riconosciuti dalla Legge 94/2009.

Tentativi di estendere impropriamente i poteri della vigilanza privata alle persone – anziché ai beni – non sono solo forzature interpretative: rischiano di generare confusione, conflitti tra operatori e insicurezza tra i cittadini.

Federpol e AISS: due anime complementari della sicurezza sussidiaria

Da anni, noi di Federpol, che abbiamo come mission quella di portavoce degli investigatori privati e degli operatori della sicurezza ausiliaria, insieme ad AISS, associazione di riferimento per gli ASC, lavoriamo fianco a fianco con un obiettivo condiviso: garantire una sicurezza che sia legale, trasparente e realmente efficace.

Questa collaborazione si basa su:

  • rispetto delle competenze normate,
  • valorizzazione della formazione e della specializzazione,
  • dialogo costante con le istituzioni locali e nazionali.

Il settore sicurezza può crescere solo se si riconoscono e si rispettano i confini tra chi protegge le cose e chi tutela le persone. Confondere questi ruoli non aiuta nessuno: né gli operatori, né i cittadini, né tantomeno le istituzioni.

Il protocollo “Movida” di Milano: una buona pratica da non snaturare

Milano sta sperimentando un modello innovativo e coerente con il quadro normativo. Il protocollo “Movida”, promosso dalla Prefettura, ha tracciato un solco chiaro:

  • Agli ASC spetta la gestione delle situazioni a rischio nelle zone affollate, grazie alla loro preparazione specifica;
  • Alla vigilanza privata resta un ruolo importante ma diverso: presidiare beni e strutture, senza entrare nel campo della sicurezza personale.

Un approccio ordinato, che può e deve essere replicato altrove. Ma solo se si resiste alla tentazione – purtroppo sempre presente – di chi cerca scorciatoie istituzionali per ampliare il proprio raggio d’azione senza averne titolo.

Innovazione sì, ma nel proprio campo

Invece di tentare invasioni di competenza, è tempo che ogni comparto della sicurezza investa nei propri ambiti di crescita naturale:

  • per la vigilanza privata: protezione avanzata di infrastrutture critiche, tecnologie di controllo e sistemi integrati;
  • per gli ASC: sviluppo di protocolli comportamentali, gestione dei flussi nei grandi eventi, interazione con i pubblici fragili;
  • per gli investigatori privati: attività di intelligence, indagini aziendali, tutela reputazionale e cyber-investigation.

Il settore sicurezza ha un futuro brillante davanti a sé, ma solo se costruito su fondamenta solide: formazione, competenza e rispetto delle regole.

Una sicurezza urbana sostenibile passa dalla chiarezza

La nostra associazione e AISS ribadiscono con forza: “non c’è spazio per la confusione, né per gli equivoci. Ogni operatore deve sapere dove finisce il proprio ruolo e dove comincia quello dell’altro”.

Questa è la chiave per costruire una sicurezza urbana che funzioni davvero: una sicurezza fatta di professionalità, collaborazione e legalità.

Le scorciatoie non sono soluzioni. Solo il lavoro serio e rispettoso dei confini può dare risposte credibili ai bisogni reali delle nostre città.

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